{"id":2781,"date":"2021-09-29T21:04:44","date_gmt":"2021-09-29T19:04:44","guid":{"rendered":"https:\/\/theammaempire.com\/?page_id=2781"},"modified":"2022-07-15T18:54:45","modified_gmt":"2022-07-15T16:54:45","slug":"estratti-bio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/theammaempire.com\/it\/estratti\/estratti-bio\/","title":{"rendered":"Estratti &#8211; Bio"},"content":{"rendered":"<div class=\"nolwrap\"><p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/theammaempire.com\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/TAE-EXCERPTS-PAGE-IT.jpg&#8221; title_text=&#8221;TAE-EXCERPTS-PAGE-IT&#8221; _builder_version=&#8221;4.17.6&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_color=&#8221;rgba(95,99,102,0.14)&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; inline_fonts=&#8221;Roboto Condensed&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/theammaempire.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bio1a-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" alt=\"\" class=\"wp-image-1805 alignleft size-thumbnail\" \/><strong>Rilettura critica della biografia<br \/><\/strong><span style=\"font-family: 'Roboto Condensed';\">Versione PDF alla pagina degli archivi<br \/>Estratti<\/span><strong><\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p><em>\u00c8 importante capire le fondamenta su cui poggia il tutto: il personaggio, il messaggio, l&#8217;organizzazione, la missione, se e quando ci sia deviazione o sopraffazione o ancora, sfumata connessione tra realt\u00e0 e mito. Ho dunque deciso di &#8220;leggere&#8221; la biografia. Devo precisare che, pur essendo andato a vivere con A. all&#8217;inizio del 1980 e partito cinque anni dopo per diffondere la buona parola in Europa, non faccio parte di coloro che vennero da lei, che costruirono la loro fede o vi rimasero dopo aver letto la sua storia scritta in un libro. La prima biografia apparse in inglese quattro anni dopo la mia partenza. In retrospettiva, devo confessare che sono abbastanza turbato da quello che ho finalmente letto ma capisco meglio l&#8217;origine delle derive del movimento. Cercher\u00f2 di esprimere qui l\u2019interpretazione di questa (ri)lettura seguendo il testo riga per riga senza aggiungere fatti o episodi.\u00a0<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La versione originale fu scritta dal prof. M. Ramakrishnan Nair in Malayalam nel 1986. Fu quasi interamente narrata da A., registrata su cassette e trascritta. La prima versione inglese, scritta da Balu, fu a grandi linee ispirata all&#8217;originale e comparve due anni dopo, nel 1988. Va notato che successivamente la biografia \u00a0sub\u00ec\u00a0 molte modifiche in base alle esigenze politiche dell&#8217;organizzazione \u2013 eh s\u00ec, proprio come i potenti che riscrivono la storia. Infatti, dopo la mia partenza nel 1993, fui eliminato dalle versioni successive, poi reintegrato in modo marginale e dispregiativo. Gail dovette subire le stesse vicissitudini dopo la sua partenza nel 1999 e soprattutto dopo la pubblicazione del suo libro nel 2013. Poi, secondo indiscrezioni, fu completamente cancellata nell&#8217;edizione 2012, la stessa cosa accadde per Chandru, Pai, io (Ganga) e Manju. La versione a mia disposizione al momento in cui scrivo \u00e8 del 2011. Appaio ancora \u00a0in modo marginale. Ma soprattutto non in quanto suo ex rappresentante europeo, colui che fond\u00f2 la sua missione in Europa, che diede vita ai suoi satsangs viaggiando a tale scopo fino a 10.000 km al mese, l&#8217;organizzatore dei suoi tour europei fino al 1993, il fondatore e organizzatore del suo primo Centro europeo al confine franco-svizzero-tedesco, il suo traduttore-interprete e il suo autista nel corso delle sue visite (tra le varie citt\u00e0 d&#8217;Europa quando non viaggiava in aereo). Se una tale omissione non fosse oltraggiosa, sarebbe divertente!<\/p>\n<p>Sul quotidiano &#8220;Madhyamam&#8221; il 13 aprile 2014 fu pubblicato un articolo di stampa in merito, tra l&#8217;altro, a questi cambiamenti, inclusa un&#8217;intervista al professore biografo. Questi si espresse dicendo che <em>&#8220;una biografia <\/em>(di A.) <em>senza Gayatri non avrebbe alcun senso&#8221; <\/em>.<\/p>\n<p>Prima di iniziare questa analisi, vorrei riprendere quello che A. stessa disse di Gayatri nella versione originale. Il professore, primo biografo, afferma che queste citazioni gli sono state dettate testualmente:<\/p>\n<ul>\n<li><em>&#8220;A. predisse <\/em>(a Chandru) <em>che la persona che si sarebbe presa cura di lei sarebbe stata a Tiruvannamalai.&#8221;<\/em><\/li>\n<li><em>&#8220;Gayatri chiese ad A. il permesso di vivere con lei. A. rispose che sarebbero morte insieme.&#8221;<\/em><\/li>\n<li><em>&#8220;Una persona come Gayatri viene in questo mondo solo una volta ogni millennio. Lei non ha bisogno di meditare. Raggiunger\u00e0 il suo obiettivo <\/em>(spirituale)<em>&#8220;.<\/em><\/li>\n<li><em>&#8220;Lei \u00e8 una perfetta sannyasini <\/em>(monaca)&#8221;.<\/li>\n<li><em>&#8220;La sua mente \u00e8 sempre fissa su A. Gayatri sa quello che A. pensa.&#8221;<\/em><\/li>\n<li><em>&#8220;A. ha 1000 lingue per parlare di Gayatri&#8221; <\/em>(traduzione: soltanto lodi).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fin dall&#8217;inizio, diciamolo senza mezzi termini, questa biografia \u00e8 un concentrato sconcertante di bigottismo indigesto in cui l&#8217;uso dell&#8217;esagerazione, dell&#8217;enfasi, dell&#8217;eccesso e della sopraffazione non solo rende la storia difficile da leggere, direi quasi da ingoiare, ma indubbiamente anche difficile da credere. A volte il biografo martella inesorabilmente una narrazione \u00a0anche a scapito della coerenza. Ma come vedremo, grazie al cocktail di fede e devozione, tutto \u00e8 possibile. \u00a0Nella prefazione, l&#8217;autore segnala che il grande maestro, la mistica, nacque \u00a0in piena coscienza. Su queste basi, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente da leggere, se non per convincersene. La prefazione specifica testualmente fin dall&#8217;inizio che <em>&#8220;si dedic\u00f2 o manifest\u00f2 (non sappiamo a quale dei due) un rigoroso ascetismo&#8221; (&#8230;) &#8220;senza essere guidata da un guru&#8221; <\/em>(&#8230;) [e che] <em>all&#8217;et\u00e0 di 21 anni, manifest\u00f2 il suo stato di realizzazione divina <\/em>.<\/p>\n<p>Per coloro che visitano l&#8217;ashram oggi, immaginare com&#8217;era il villaggio di pescatori fino al 1978 richieder\u00e0 uno sforzo insormontabile di immaginazione poich\u00e9 ora \u00e8 invaso e snaturato da edifici e grattacieli. Diciamo che era buio (sotto il fitto fogliame del boschetto di cocco), sporco e miserabile. Le case, quando erano solide, erano primitive. I poveri vivevano in capanne di foglie di palma intrecciate. I sentieri sterrati erano stretti e fangosi. L&#8217;autore, da parte sua (e qui mi riferisco d&#8217;ora in poi alla versione inglese), descrive il villaggio come dotato di santit\u00e0 e grandezza. Si basa su una leggenda che racconta in quattro pagine e conclude dicendo: <em>&#8220;Non \u00e8 sorprendente che questo luogo sacro sia stato ancora una volta al centro di un nuovo avvenimento divino?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Presenta la famiglia come pia, devota e giusta \u2013 vedremo pi\u00f9 avanti di cosa si tratta in realt\u00e0 \u2013 e indica che al suo interno sono nate molte anime pie. Per mostrare quanto fosse pio suo padre, afferma che, a causa della sua identificazione con Dio, svenne sul palco durante una rappresentazione teatrale di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a. Anche alla madre viene conferito il suo titolo di nobilt\u00e0: la gente del posto la chiamava la signora<em> brahmina <\/em>perch\u00e9 era una donna molto pia. Sembra, inoltre, che quando interrompeva i suoi regolari digiuni, gli alberi di cocco lasciassero cadere le loro noci affinch\u00e9 potesse dissetarsi. Magia ! Poi, in vero stile kitsch Bollywoodiano, fa apparire un monaco a caso che annuncia che quel luogo sarebbe diventato sacro dove numerosi monaci avrebbero raggiunto la liberazione e nel quale molti asceti \u00a0vi starebbero gi\u00e0 meditando (nella forma sottile?),\u00a0 vi sarebbero inoltre sepolti molti mahatma. E cos\u00ec come \u00e8 arrivato, se ne va con una risata estatica.<\/p>\n<p>La scena \u00e8 pronta, la bambina pu\u00f2 fare la sua apparizione. Durante la gravidanza entrambi i genitori ebbero delle visioni, in particolare la madre sogn\u00f2 che avrebbe partorito K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a. Sudhamani sarebbe quindi nata grigio-blu scuro (come K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a, il colore delle nuvole prima della tempesta), cosa sorprendente considerando il colore della pelle chiara del resto della famiglia. (Condivider\u00f2 la mia teoria sull&#8217;argomento pi\u00f9 avanti.) Pensavano \u00a0si trattasse di una malattia e fu loro consigliato \u00a0di \u00a0non lavare la bambina per sei mesi. Uh!\u2026, C&#8217;\u00e8 un dottore a bordo? Riuscite ad immaginare una bambina non lavata per 180 giorni? (K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a o malattia? Ovviamente non potevano saperlo e questo dubbio confonder\u00e0 tutta la storia.) In breve, a causa del colore della pelle i genitori provavano per lei solo avversione e la trascuravano. Cos\u00ec pii e giusti, forse, ma non particolarmente scaltri o empatici. Questo tuttavia non ebbe importanza, Sudhamani inizi\u00f2 a camminare da un giorno all&#8217;altro a sei mesi, senza passare attraverso l&#8217;imbarazzante apprendistato dei comuni mortali, e allo stesso tempo inizi\u00f2 a parlare. A 2 anni recitava preghiere, a 4 anni cantava, e a 5 provava cos\u00ec\u00a0 tanto fervore devozionale per il dio K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a che spesso era assorta e assente. Primi sospetti di disturbi psicologici da parte dei genitori che, ricordiamolo, trascuravano la bambina verso la quale provavano avversione. Nel frattempo, per fare spazio in casa, prepararono una piccola stanza contro il fienile dove vi sistemarono la bambina. Bella iniziativa per una bambina di 6 anni che non amavano, che si disconnette e che stanno gi\u00e0 perdendo. La madre e il fratello maggiore le erano avversi a causa del suo comportamento eccentrico. Inoltre, all&#8217;et\u00e0 di 7 anni, notano che le sue assenze sono pi\u00f9 frequenti e pi\u00f9 intense. Un giorno, sua madre la vede ballare &#8220;in beatitudine&#8221; ma pensa che potrebbe trarre beneficio dalle lezioni di ballo. Aveva proprio capito tutto\u2026 Il biografo la fa nuotare nell&#8217;Oceano di Puro Amore e Beatitudine, tutto in maiuscolo. Tuttavia, questa non \u00e8 l&#8217;opinione degli abitanti del villaggio che notavano che la bimba era costantemente in lacrime.<\/p>\n<p>Suo padre, un implacabile inseminatore, continuava a mettere incinta la moglie quando questa era gi\u00e0 in condizioni molto precarie. Infatti, quando dopo sei figli, non riusciva pi\u00f9 ad occuparsi della casa, lui gliene inflisse altri sette. Tredici gravidanze in tutto, di cui cinque morti. Dopo Sudhamani, che era la terza tra i maggiori in vita, ebbe altre cinque gravidanze tutti sopravvissuti. \u00c8 importante specificarlo per il contesto che seguir\u00e0. Pio e giusto fino in fondo, il nostro uomo. Di conseguenza, tutte le faccende domestiche spettarono a Sudhamani, presumibilmente considerata la serva di famiglia. Considerando il modo in cui \u00e8 stata trattata, troverei pi\u00f9 appropriato il termine &#8220;schiava\u201d, sempre che i fatti relativi siano veri. La ragazza dovette interrompere gli studi a dieci anni, intorno alla quarta elementare, perch\u00e9 doveva lavorare dalle 3 del mattino alle 11 di sera. A quell&#8217;et\u00e0, quattro ore di sonno, quando ci si \u00e8 esauriti sul lavoro per le restanti venti ore, \u00e8 criminalmente insufficiente: impossibile svilupparsi in modo sano, fisico, emotivo e psichico in queste condizioni, con o senza dio. Pur essendo invalida, sua madre aveva ancora abbastanza energia per maltrattarla ferocemente. La terrorizzava e la puniva per i pi\u00f9 piccoli errori, la perseguitava e la torturava crudelmente (nel testo) \u2013 ricordiamocelo, anche lei, pia e giusta. Che sua figlia rubasse per sfamare gli indigenti la rendeva furiosa. Ma il peggio era quella carnagione scura: insormontabile e alla base della sua avversione. In seguito a tutto ci\u00f2 un giorno, Sudhamani le disse: <em>&#8220;Non sono tua figlia, devo essere tua nuora!&#8221;<\/em>, a dieci anni&#8230; La bambina, infatti, inizi\u00f2 a considerare l&#8217;oceano come la sua vera madre e si rifugi\u00f2 nella follia, scusate\u2026, nella devozione. Apprendiamo che la sua devozione <em>&#8220;la elev\u00f2 fino all&#8217;apice della divinit\u00e0&#8221;<\/em>. Personalmente non so cosa significhi, ma il biografo sembra conoscere bene questi stadi. Purtroppo, la fede, in linea di principio, non riconosce un limite oltre il quale iniziano l&#8217;improbabile e l&#8217;irragionevole, quindi per i fedeli convinti in anticipo, tutto \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Poi and\u00f2 a lavorare con sua zia per diversi anni. Di conseguenza, la nostra grande torturatrice malata dovette badare a se stessa e, ovviamente, se la cav\u00f2. Ma questo non fa meravigliare il biografo. Quando la zia la picchia, Sudhamani non ne risente perch\u00e9, non conoscendo altro, lo considera un comportamento normale. D&#8217;altra parte, la sua normale visione del mondo \u00e8 particolarmente negativa: <em>&#8220;il mondo \u00e8 pieno di sofferenza e le relazioni si basano solo su bisogni egoistici&#8221;<\/em>. Questo divenne il fondamento della filosofia del rifiuto del mondo che in seguito formul\u00f2. Nel frattempo, quando non canta, o non soffre l&#8217;agonia della separazione dal suo dio K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a, almeno due volte per pagina, piange, singhiozza, grida e chiama il suo Signore. Dopo 4 anni, quando ne ha 16, stanca di essere la serva maltrattata dalla zia, torna dalla madre per riconquistare il suo status di schiava perseguitata. E se ancora possibile, quest&#8217;ultima diventa in realt\u00e0 ancora pi\u00f9 rabbiosa e crudele. Esempio affascinante e casuale: la madre spia la ragazza mentre questa taglia l\u2019erba e se la sorprende a chiacchierare con altre coetanee del villaggio, al suo ritorno la picchia col pestello del mortaio normalmente usato per pestare il riso (immaginate una mazza da baseball, pi\u00f9 grande e pi\u00f9 pesante) e a volte usa anche il macete (uh\u2026, il macete?). \u00a0Quando non riesce a picchiarla la prende a calci, e se la ragazza riesce a schivarli ed ad afferrarle le mani, lei e la morde \u2013 comportamento che Sudhamani in seguito assumer\u00e0 con Gail, la sua assistente personale. Tutto questo arricchito da insulti volgari e maledizioni di morte (nel testo) \u2013 dunque, sempre pia e giusta. Poco male, l&#8217;autore trova delle giustificazioni e spiega che il comportamento della madre \u00e8 dovuto alla natura della sua devozione: ignorante e formale. Da parte sua, Sudhamani sostiene di considerare sua madre come il suo guru. Per qualcuno che non ha avuto nessun (altro) guru, ci si chiede seriamente: questa bambina perseguitata e torturata in modo spregevole e criminale, ha conosciuto solo come guru questa donna violenta, crudele, isterica e torturatrice, che nega e maledice la propria figlia per il colore della sua pelle. La stessa Sudhamani testimonia che sua madre le ha insegnato <em>&#8220;cura, devozione e disciplina&#8221;. \u00a0<\/em>N\u00e9 lei n\u00e9 il suo biografo vedono l&#8217;incoerenza. Lei descrive come diligente, devota e disciplinata una madre che trascura, rifiuta e perseguita sua figlia per il colore della pelle, mentre il suo biografo descrive la sua devozione come ignorante e formale. In ogni caso, questo riconoscimento di Sudhamani per le qualit\u00e0 del suo unico &#8220;guru&#8221; non pu\u00f2 essere di buon auspicio per il resto del suo ruolo di guru e per il destino dei suoi futuri discepoli. La bambina diceva [fingendo] <em>&#8220;Non ho mai visto i miei veri genitori&#8221;<\/em>. Nel villaggio, sempre per il suo colore, si scherzava sul fatto che doveva essere stata comprata in cambio di un po&#8217; di crusca di riso (un modo per dire che era una persona inutile e per questo veniva trascurata e ignorata).<\/p>\n<p>Anche il fratello maggiore, Subhagan, degno figlio di sua madre, la maltrattava e la picchiava frequentemente con futili pretesti. Quando la ragazza visit\u00f2 le case dei vicini, si rese conto di quanto gli anziani fossero abbandonati e trascurati e si convinse della precariet\u00e0 e dell&#8217;egoismo di base dei rapporti umani. Quando rub\u00f2 un braccialetto d&#8217;oro per aiutare una famiglia sull&#8217;orlo della fame, suo padre la leg\u00f2 ad un albero e la picchi\u00f2 a sangue. Insieme alla moglie e al figlio maggiore, anche lui poteva vantarsi di mantenere il disonore di questa famiglia inqualificabile. \u00c8 facile capire perch\u00e9 il biografo scriva che la ragazza andava man mano sempre pi\u00f9 perdendo il contatto con la realt\u00e0 sconnettendosi sempre pi\u00f9 sovente. Il solo pensiero di R\u0101dh\u0101 (la compagna di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a) la mandava in estasi. Da un lato ricordava i suoi dei preferiti, dall&#8217;altro si identificava con loro. Diventava sempre pi\u00f9 difficile per lei occuparsi delle faccende di casa perch\u00e9 le sue labbra sussurravano costantemente i loro nomi sacri. I suoi genitori le proibivano di cantare e pregare la notte dopo il suo lavoro e la consideravano sempre pi\u00f9 pazza. Non si confid\u00f2 mai con un adulto. Non trovando alcuna conferma da parte loro, si rivolse agli animali e alla natura e inizi\u00f2 a parlare con questi.<\/p>\n<p>Dovette litigare con sua madre per ottenere il permesso di prendere lezioni di cucito presso la parrocchia locale e riusc\u00ec a seguirle per tre anni. Si recava nel cimitero adiacente per ricamare e godersi la compagnia dei defunti. Quando meditava in quel luogo, andava in estasi, cos\u00ec come quando ascoltava le storie di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a. Non dormiva e trascorreva le notti piangendo e singhiozzando. I suoi genitori cercarono di farla sposare pi\u00f9 volte, ma lei vi si oppose sempre energicamente, una volta promise addirittura che, qualora ci fossero riusciti, avrebbe ucciso il marito e sarebbe tornata a casa, il che le caus\u00f2 ancora pi\u00f9 maltrattamenti. Non sopportando pi\u00f9 questa situazione un giorno decise di suicidarsi gettandosi in mare. Erano convinti che avesse problemi psicologici. Le rare occasioni in cui riceveva un abito colorato o indossava una giacca di seta della sorella, veniva insultata e gli abiti venivano bruciati. Di conseguenza, si vestiva solo con vecchi vestiti logori e scartati da altri.<\/p>\n<p>Se si vuole credere alla narrazione, \u00e8 chiaro che, avendo continuamente sofferto fin dalla tenera et\u00e0, senza amore, senza affetto, senza approvazione, essendo costantemente sfruttata, maltrattata, picchiata, terrorizzata, insultata, maledetta fin da giovanissima, dovette costruire il proprio mondo di riferimenti e approvazione, rifiutando totalmente quello degli adulti. Cos\u00ec si rivolse a K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a e la sua devozione prese il posto del sano e naturale amore umano. Ma non ne usc\u00ec illesa, come vedremo in seguito, il che non sorprende. Tali maltrattamenti sistematici e prolungati fin dalla tenera et\u00e0 non possono che cedere il passo a una o pi\u00f9 forme di psicosi. Ma il biografo fa di tutto per rivelare questi squilibri e quelle profonde fratture psichiche come evoluzione spirituale, ascesa mistica e santa follia. Parla pi\u00f9 volte di <em>aberrazioni mentali<\/em>. Si tratta probabilmente di una traduzione letterale dal malayalam perch\u00e9 questo concetto \u00e8 sconosciuto. Scrive che era <em>&#8220;una viaggiatrice solitaria nel suo mondo&#8221;<\/em>. Riguardo alla follia o al misticismo, per onest\u00e0 intellettuale, \u00e8 difficile decidere. \u00c8 dall&#8217;esame del suo comportamento nel tempo che capiremo se si tratter\u00e0 di pura psicosi, di un vero sviluppo mistico o di un misto delle due cose. Il biografo la descrive, tra gli altri, come <em>&#8220;stabilita nell&#8217;oceano dell&#8217;esistenza e della pura beatitudine&#8221;<\/em>, \u00a0<em>&#8220;avendo raggiunto un perfetto stato di pace mentale&#8221;<\/em>, <em>&#8220;riposa eternamente nel Supremo <\/em>(l&#8217;Assoluto)<em>&#8220;<\/em>, <em>&#8220;stabilita nello stato di puro Essere&#8221;<\/em>. Quando mettiamo da parte per un momento lo schermo magico di questa litania di qualificazioni sacre che rende pepata la storia e osserviamo in modo pi\u00f9 neutro il suo comportamento cos\u00ec come viene rappresentato, c&#8217;\u00e8 motivo di meravigliarsi, anche di preoccuparsi per il suo equilibrio. Soprattutto perch\u00e9 il suo comportamento diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 inquietante man mano che si disconnetter\u00e0 con la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Quando va a raccogliere le foglie per gli animali, vede se stessa \u00a0e i bambini che l&#8217;accompagnano come protagonisti durante la vita di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a. A volte vede K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a camminare accanto a lei, a volte si identifica con lui e vuole distruggere tutte le immagini sacre. Il biografo \u00e8 implacabile e determinato a costruire la sua narrazione. Conclude che lei \u00e8 stabilita in un oceano di pura coscienza e beatitudine.<\/p>\n<p>Comincia a manifestare il <em>bh\u0101va<\/em> di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a ed \u00e8 il periodo dei miracoli: deve trattenere il suo pubblico. Trasforma l&#8217;acqua in latte, il latte in dolci che da cento diventano mille. Mi ricorda qualcosa&#8230; Levita sdraiata su un ramoscello. Ingoia canfora infuocata. In breve, ce ne fu per tutti ed ebbe il suo effetto perch\u00e9 le persone iniziarono a credere nella divinit\u00e0 di Sudhamani, accanto alla divinit\u00e0 di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a. Durante questo periodo, ud\u00ec una voce, quella di Dio ovviamente, che le disse: <em>&#8220;Tu sei Uno con me!&#8221;<\/em>. Secondo il biografo, un astrologo le conferma di essere un Mahatma. I miracoli continuano: fa piovere ovunque tranne nel luogo in cui si radunano i fedeli, bacia con la lingua un cobra, balla sulla spiaggia per riempire le reti dei pescatori, beve latte avvelenato che su di lei non ha alcun effetto, usa le conchiglie come lampade e gli stoppini rimangono accesi durante la notte anche senza olio. Molti detrattori locali non hanno mai creduto a questi miracoli, ma non ha importanza, nel quadro generale, questo \u00e8 insignificante. Durante il <em>bh\u0101va <\/em>di <em>\u00a0<\/em>K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a annuncia a suo padre, tra le altre, la seguente profezia: <em>&#8220;d&#8217;ora in poi la piccola sar\u00e0 pura per sempre&#8221;<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><span><strong>[1]<\/strong><\/span><\/a><\/em>. Traduzione dell&#8217;espressione pudica: non avr\u00e0 pi\u00f9 il ciclo. Onestamente, che ci importa! Poi, considerando la giovinezza vissuta e ci\u00f2 che ancora dovr\u00e0 venire, non \u00e8 sorprendente n\u00e9 magico che soffra di amenorrea. Ma qui \u00e8 considerato un segno di santit\u00e0, non di malattia. A parte questo, come abbiamo visto nel cap. III.4, potrebbe essere stata senza ciclo per un periodo, ma \u00e8 innegabile che abbia riacquistato la salute, questo elemento \u00e8 rimasto comunque uno dei fondamenti del mito.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><span>[1]<\/span><\/a> <span>\u00c8 strano che ne parli con suo padre, in una societ\u00e0 dove l&#8217;argomento \u00e8 riservato alle donne.<\/span><\/p>\n<p>Sua madre la rispettava durante il K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a bh\u0101va ma la perseguitava tra una sessione e l&#8217;altra. Anche suo padre, un devoto di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a, apprezzava sempre queste sessioni, mentre suo fratello la definiva schizofrenica. Sua madre le proibiva di intrattenersi con i devoti dopo i bh\u0101va sotto la minaccia di una severa punizione. Una sera \u00a0Sudhamani sent\u00ec un vicino ridere davanti a un amico e dire che i <em>bh\u0101va di questa ragazza <\/em>rappresentavano semplicemente una forma di isterismo e che per calmarla sarebbe stato sufficiente farla sposare. Sentendo questo corse a rifugiarsi a casa sua ad implorare l\u2019aiuto K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a. Questo incidente tende a invalidare le qualificazioni esaltanti dell&#8217;autore sul superlativo stato spirituale dell&#8217;adolescente. Ma le incongruenze non hanno attinenza con la credenza.<\/p>\n<p>Ce ne rendiamo conto tre pagine dopo: Sudhamani, ormai saldamente radicata nella coscienza di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a, e fermamente identificata con lui, la pratica devozionale dell&#8217;evoluzione verso il suo dio era diventata impossibile. Ad una visione di luce in cui le apparve la dea, l&#8217;adolescente grid\u00f2: <em>&#8220;K<\/em><em>\u1e5b<\/em><em>i<\/em><em>\u1e63<\/em><em>h<\/em><em>\u1e47<\/em><em>a, la Madre <\/em><em>\u00e8<\/em><em> venuta! Portami da lei! Voglio abbracciarla! &#8220;<\/em>Sent\u00ec che K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a la stava elevando ad un altro mondo, ma la Madre rimase introvabile. Cos\u00ec colei che, ricordiamolo, era &#8220;<em>stabilita nell&#8217;oceano della beatitudine&#8221;, &#8220;avendo raggiunto un perfetto stato di pace della mente&#8221;, &#8220;riposando eternamente nell&#8217;Assoluto&#8221; e &#8220;stabilita nello stato di puro Essere&#8221; <\/em>sent\u00ec l&#8217;intenso bisogno di adorare la Madre Divina e di dedicarsi alla pratica spirituale che portava a fondersi con Lei (secondo il testo), per realizzare il divino nella forma della Madre dell&#8217;universo. Quindi \u00e8 ripartita per un giro. Solo le menti che credono oltre ogni ragione e profondamente imbevute di devozione non vedranno l&#8217;assurdit\u00e0 di questa storia. Infatti, se uno ha realizzato e integrato l&#8217;Assoluto, la quintessenza del dio &#8220;x&#8221;, non c&#8217;\u00e8 altra via da percorrere, e nessuno vuole passare attraverso nulla, essendo l&#8217;ego immerso nell&#8217;Essere Supremo. Il fatto che voglia ricominciare la sua agonia di separazione dal dio &#8220;y\u201d, altra rappresentazione dell&#8217;Uno, mostra che non \u00e8 arrivata a destinazione alla base come vorrebbe far credere la biografia. \u00a0Inoltre, questa svolta degli eventi suggerisce che l&#8217;agonia, lo strazio, la separazione, il sentimento di abbandono, la supplica, la valle di lacrime \u00e8 piuttosto ci\u00f2 con cui l&#8217;adolescente si identifica. In effetti, quello che viene descritto come il suo nuovo ascetismo si riveler\u00e0 ancora pi\u00f9 devastante del precedente. Torn\u00f2 al suo passatempo preferito: piangere, singhiozzare e gridare per implorare. Vedeva la Madre in ogni cosa e allo stesso tempo la cercava costantemente dappertutto. Emotivamente e psicologicamente affamata dal comportamento indicibile della sua madre biologica, regred\u00ec immaginando di essere una bambina che striscia a quattro zampe e piange alla ricerca della sua Madre Divina in Madre Natura (vi sono un sacco di madri). Immaginandosi di avere due anni, si rec\u00f2 dalla vicina che stava dando il seno al suo bambino per succhiare quel latte lei stessa, vi and\u00f2 cos\u00ec tante volte che la donna quando doveva allattare era costretta a ritirarsi. Non dormiva pi\u00f9 e trascorreva le notti a supplicare la Madre dell&#8217;Universo in modo ossessivo. Come lei stessa dice: <em>&#8220;Non ho mai avuto un guru e non sono stata iniziata da nessuno; il mio unico mantra era &#8216;Mamma! Mamma!&#8221; <\/em>(Amma, nel testo). Sbalorditivo. Insieme alla sua visione del guru, lascia senza parole.<\/p>\n<p>Il comportamento psicotico che aveva mostrato nel suo &#8220;ascetismo&#8221; di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a \u00e8 qui accresciuto di dieci volte. La vediamo cadere negli escrementi umani della laguna, mordere la dea e strapparle i capelli, afferrare il pestello per picchiare la dea, senza rendersi conto che era a se stessa che stava infliggendo questo trattamento. Qui possiamo vedere chiaramente che, accanto alla regressione infantile, riproduce l&#8217;unico comportamento che conosce nelle relazioni, nella sua forma autopunitiva e autoaggressiva, quello della madre biologica nei suoi confronti, isterica e violenta. Il biografo continua a farci credere alla sua storia poco plausibile e testimonia che si tratti di una forma di devozione altamente evoluta al di l\u00e0 della comprensione dei comuni mortali. La famiglia \u00e8 convinta che sia schizofrenica e continua ad abusare di lei. Incapace di sopportare pi\u00f9 a lungo tale situazione, decide per la seconda volta di suicidarsi nell&#8217;oceano, ma cade in trance quando raggiunge la riva. Gli abitanti del villaggio, che hanno riconosciuto il suo <em>&#8220;splendore spirituale e il suo amore universale&#8221; <\/em>(il biografo non perde occasione per portare a casa il punto), hanno piet\u00e0 di colei che ha lavorato cos\u00ec tanto e cos\u00ec a lungo per la sua famiglia e dalla quale \u00e8 stata completamente abbandonata. Il suo &#8220;ascetismo&#8221; \u00e8 cos\u00ec intenso che il suo corpo \u00e8 estremamente caldo e deve rinfrescarsi nella laguna salmastra. Imprevedibilmente, o si rotola sul pavimento in una risata, o scoppia in lacrime e urla. Quando canta e chiama, \u00a0perde il controllo, urla e si rotola per terra, si strappa i vestiti, poi si alza ridendo e si mette a correre in tutte le direzioni. A volte gli abitanti del villaggio la trovano nel fango e la prendono in braccio, la lavano e la vestono. Si pu\u00f2 sinceramente dubitare che si tratti di qualsiasi tipo di ascesi, ma non disturbiamo la narrazione.<\/p>\n<p>Poi ci viene servito il capitolo francescano dedicato agli animali, alla loro capacit\u00e0 di parlare, di capirla meglio degli uomini: c&#8217;\u00e8 la mucca che aspetta che esca dalla sua meditazione per porgerle la mammella dalla quale berr\u00e0 direttamente; c\u2019\u00e8 poi l\u2019altra mucca che percorre sei chilometri per raggiungerla e farla bere. Infatti, quando gli umani le danno del latte caldo, lei lo vomita, e questo, a quanto pare, le mucche lo sanno. I pappagalli simpatizzano e piangono quando lei piange, \u00a0le poiane sanno che ha bisogno di mangiare e le lasciano cadere accanto del pesce che lei divora crudo, il gatto locale le gira intorno, il cane le lecca il viso per toglierla dal suo disagio e piange con lei, \u00a0la capra le muore in grembo ecc. Notiamo per inciso che ci\u00f2 che il narratore vuole farci spacciare per magico corrisponde in parte al comportamento normale degli animali: i gatti che ci amano ci girano intorno, i cani ci svegliano, entrano in empatia con noi e ci imitano ecc. Ma Sudhamani va ancora meglio: <em>&#8220;quando raggiungiamo l&#8217;equanimit\u00e0, anche gli animali ostili adottano un comportamento amichevole in nostra presenza&#8221;. <\/em>In questo caso, non si trattava qui di una bambina abbandonata nella giungla, ma di una ragazzina circondata da cani, gatti e capre nell&#8217;aia della sua casa natale sotto il palmeto.<\/p>\n<p>Il narratore trova un&#8217;altra occasione per cercare di convincerci dello <em>&#8220;stato di realizzazione di colei che nuota nell&#8217;oceano dell&#8217;amore immortale&#8221;<\/em>. Eppure allo stesso tempo, descrive di nuovo i suoi attacchi incontrollabili di singhiozzi e risate che si dissipano solo quando sviene. Non dorme e non si alimenta in modo normale, a volte ingoia il vetro e persino i suoi stessi escrementi. In questo stato, di agonia, strazio, supplica, incessante scorrere di lacrime, soffocamento, desiderio di suicidio, sperimenta finalmente l&#8217;apparizione della dea. In un canto, che racconta l&#8217;esperienza, dice che la luce divina della Madre si \u00e8 immersa in lei e poi proclama la verit\u00e0 suprema (ma piuttosto mondana) che ottiene direttamente dalle sue labbra: <em>\u201dOh uomo, fonditi nel tuo S\u00e9!&#8221;. <\/em>Si pu\u00f2 essere pi\u00f9 banali? Il suo canto si conclude con il caro ricordo delle parole della Madre: <em>&#8220;Mia cara, abbandona tutti i tuoi compiti e vieni da me. Sarai mia per sempre&#8221;. <\/em>A seguito di questa meravigliosa esperienza che avrebbe dovuto appagarla, il narratore racconta che svilupp\u00f2 un&#8217;intensa avversione per il mondo visibile e inizi\u00f2 a scavare buche nella terra per nascondervisi. Come dice lui stesso, quelli che gi\u00e0 pensavano che fosse pazza, ora ne erano totalmente convinti. La narrazione tenta di far credere agli adoratori che qualcuno che ha realizzato la coscienza di Dio (in K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a), che si \u00e8 fuso nell&#8217;Assoluto, che ha raggiunto lo stato di pace eterna della sua vita, possa nuovamente sviluppare il desiderio di fondersi con la coscienza di Dio (come Devi), impegnandosi in un desiderio profondamente psicotico, la luce della dea che finalmente si immerge in lei e fa il bagno nella beatitudine della realizzazione di Dio, continua a comportarsi in modo psicotico cercando di nascondersi sottoterra. In realt\u00e0 ci vuole molta fede (cieca) e devozione (senza discernimento) per aderire a questo racconto magico e incoerente quando il buon senso mostra chiaramente una realt\u00e0 completamente diversa. Nonostante la sua presunta realizzazione dell&#8217;Uno in tutte le cose, trova ancora la dualit\u00e0 insopportabile. Infine, ha questa chiamata interiore a servire l&#8217;essere umano, salvandolo dall&#8217;orribile esistenza terrena \u2013 sapendo che anche se ha sofferto atrocemente, non deve essere necessariamente l\u2019esperienza di tutti. Quindi rifiutare il mondo in blocco e considerare che l&#8217;unica via sia rivolgersi a Dio fuori del mondo \u00e8 semplicemente il suo modo di vedere le cose.\u00a0<\/p>\n<p>Alla fine del 1975 manifest\u00f2 il suo primo Devi bh\u0101va, sei mesi dopo quello di Krishna. Il narratore descrive il bh\u0101va come &#8220;stato d\u2019animo&#8221;, ma anche come una manifestazione della propria identificazione intima con Krishna o con la Devi mentre per gli abitanti del villaggio sar\u00e0 n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che una possessione momentanea. Il modo in cui avviene questo passaggio \u00e8 particolare. Mentre i devoti venivano molestati dagli abitanti del villaggio durante il <em>bh\u0101va<\/em> di K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a, lei si alz\u00f2 scoppiando in una sonora risata e, uscendo dal tempio, si trasform\u00f2 in una Devi, secondo le sue stesse parole, con la bramosia <em>&#8220;di distruggere le persone ingiuste&#8221;<\/em>. Questo \u00e8 ci\u00f2 che il narratore chiama (sulla scia di questa affermazione) l&#8217;incarnazione dell&#8217;amore universale: <em>&#8220;D&#8217;ora in poi la chiameremo la Santa Madre&#8221;. <\/em>Anche in questo caso, ovviamente, n\u00e9 lui (e n\u00e9 lei) vedono questo tipo di incoerenza: distruggere, amare&#8230; Ma \u00e8 il solo modo che lei conosce. Anche il suo &#8220;ordine di missione dall&#8217;alto&#8221; non regge: sente una voce dall&#8217;interno che le dice tra l&#8217;altro: <em>&#8220;Adorami nel cuore di tutti gli esseri e liberali dalle sofferenze dell&#8217;esistenza terrena!&#8221; <\/em>Ma chiunque abbia letto qualche pagina di filosofia o di spiritualit\u00e0 ha gi\u00e0 sentito dire che 1) l&#8217;esistenza terrena sar\u00e0 sempre fonte di tribolazione e 2) non \u00e8 l&#8217;esistenza terrena la fonte della sofferenza ma l&#8217;attaccamento, l&#8217;identificazione. Ma questi principi di base non sembrano n\u00e9 chiari a Sudhamani n\u00e9 al suo biografo, sebbene formatosi in filosofia. (&#8230;) In precedenza, inoltre, a pagina 81, nel capitolo &#8220;Il vero flauto&#8221;, il nostro <em>post-laurea <\/em>in filosofia scrisse: <em>&#8220;Cos\u00ec Sudhamani si stabilir\u00e0 nell&#8217;oceano della pura esistenza e della beatitudine e raggiunger\u00e0 la perfetta pace della mente&#8221;. <\/em>Cos&#8217;\u00e8 la pura esistenza? L&#8217;etimologia della parola esistenza lo rende l&#8217;opposto di Essere. Infatti, da un lato, <em>exsistere <\/em>significa ci\u00f2 che emerge, ci\u00f2 che appare, ci\u00f2 che \u00e8 visibile nella luce, ci\u00f2 che sorge o ci\u00f2 che si produce. Dall&#8217;altro <em>exstare<\/em>, significa ci\u00f2 che sta al di fuori o al di fuori di qualcosa. In entrambi i casi, l&#8217;esistenza rappresenta ci\u00f2 che \u00e8 oggettivato dalla coscienza, mentre il secondo indica un&#8217;uscita dall&#8217;Essere. Esistenza quindi non \u00e8 l\u2019Essere e non certo sinonimo di essere. Quindi, quando si parla di &#8220;<em>sat-chit-\u0101nanda<\/em>&#8220;, tradotto imperfettamente come &#8220;esistenza-coscienza-beatitudine&#8221;, dobbiamo\u00a0piuttosto poter parlare dell&#8217; Essere e della Coscienza come due facce della stessa medaglia: \u201cIo sono, e per questo infatti, sono cosciente di essere. L\u2019<em>Io<\/em> non ha bisogno di nient&#8217;altro che lui stesso per essere cosciente che lui \u00e8\u201d. L&#8217;esistenza non ha nulla a che vedere con questo concetto fondamentale. Inoltre, il termine esistenza \u00e8 usato anche in opposizione alla vita. \u00c8 associato al peso dell&#8217;esistenza, ad esempio in opposizione alla bellezza o all&#8217;apprendimento della vita. Comunque si guardi questo termine, esso resta legato al mondo e non all&#8217;Essere. Questa non \u00e8 l&#8217;unica incoerenza di questo tipo, ma l&#8217;unica che sottolineer\u00f2. (&#8230;)<\/p>\n<p>\u00a0Arriviamo finalmente all&#8217;inizio della sua missione spirituale nel mondo quando dice che dal momento in cui ebbe la sua esperienza della Madre Divina, non pot\u00e9 <em>&#8220;vedere nient&#8217;altro come diverso dal mio stesso S\u00e9, all&#8217;interno del quale l&#8217;intero universo esiste come una minuscola bolla.&#8221; <\/em>Stranamente, anche stabilita nella realizzazione di Dio, nell&#8217;Assoluto, in qualunque cosa si voglia, continua a praticare l&#8217;ascesi spirituale \u2014 viene da chiedersi \u201cchi\u201d pratica, per \u201ccosa\u201d, chi \u00e8 rimasto come ego, come individuo, per esprimere questo bisogno? \u2014 per dimostrare che tutte le forme di Dio e delle Dee sono tante sfaccettature della stessa realt\u00e0 non duale. Si supponeva che avesse gi\u00e0 realizzato l\u2019Assoluto in K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a. Quando si raggiunge quello stato, non ci sono altri posti dove andare e pi\u00f9 nessuno per andare da nessuna parte. Ma lei aveva il desiderio di realizzare la Devi, e ora di realizzare tutto il resto. Immaginate qualcuno che si trova a Milano e che ha bisogno di andare a Roma per una procedura amministrativa. Arrivato a Roma si dice &#8220;Ecco, vado a Roma \u00a0da Firenze!&#8221; Va a Firenze e da l\u00ec prende il treno per Roma. Arrivato a Roma, si dice: &#8220;Ehi, vado a Roma da Torino!&#8221; Lascia Roma va a Torino \u00a0e torna a Roma. E cos\u00ec via tutte le volte che si vuole. Se esplica tutta la procedura amministrativa alla prima volta e ottiene i suoi documenti che altro dovrebbe fare? Ovviamente torna a casa. Secondo me, nel nostro caso specifico, avendo perso i suoi documenti per strada e dimenticato le sue formalit\u00e0, passa il suo tempo a verificare se possiamo raggiungere Roma da citt\u00e0 diverse da Milano. Sarebbe per dimostrare che tutte le strade portano a Roma?<\/p>\n<p>Sudhamani e il suo biografo, \u00a0nonostante il caos e l&#8217;incoerenza delle sue esperienze, cercano con tutti i mezzi di elaborare un risultato supremo che ovviamente non corrisponde alla realt\u00e0. \u00c8 innegabile che Sudhamani abbia avuto &#8220;esperienze&#8221; spirituali, ma con tutta modestia, qualunque cosa dica e qualunque cosa affermi il suo biografo, sembra non essere mai arrivata alla fine del suo viaggio. Lo capiremo anche seguendo la sua storia. Mentre l&#8217;India \u00e8 una culla di filosofie pratiche di ineguagliabile ricchezza che ci permettono con precisione di determinare a quale stadio dell&#8217;evoluzione spirituale ci troviamo e in quale stadio si trova colui che vorremmo seguire come maestro, \u00a0non si pu\u00f2 affermare qualsiasi \u00a0cosa in quel modo. Onestamente si ha l&#8217;impressione che si tratti di una narrazione costruita. Sfortunatamente, questo \u00e8 il caso della maggior parte dei guru indiani o <em>indianizzanti<\/em>: una o poche esperienze significative di un aspirante senza dubbio sincero e intensamente devoto alla sua pratica, poi una narrazione costruita attorno ad essa. Ma andiamo avanti: leggiamo che suo fratello, stufo delle sue scappatelle mistico-deliranti, un giorno la attira nella casa di un vicino dove si ritrova circondata da ragazzi che la minacciano con un coltello e vogliono ucciderla. Nel pi\u00f9 puro stile teatrale popolare, colui che brandisce il coltello, quando prova a colpirla al petto crolla per il dolore ancor prima di averla toccata. Sua madre viene a prenderla e sulla via del ritorno, per la terza volta, Sudhamani, la nostra Anima Realizzata in cui l&#8217;ego non \u00e8 pi\u00f9 nemmeno un ricordo, vuole suicidarsi in mare.\u00a0 Capisca chi pu\u00f2. Sua madre con fare isterico riesce a dissuaderla. Nel frattempo il cugino che l\u2019aveva minacciata si ritrova in ospedale e Sudhamani si reca a fargli \u00a0visita. Gli spiega di non avere sentimenti di vendetta ma che gli esseri sottili intorno a lei sono arrabbiati e si vendicheranno per lei. Muore misteriosamente vomitando sangue. Vedremo nella sua storia che questo tipo di fenomeno viene riportato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte \u2013 quale modo migliore per instillare paura e sottomissione nei suoi seguaci! Non \u00e8 mai lei a vendicarsi e a punire. Lei rimane bianca come la neve: sono sempre i terzi a fare il lavoro sporco per questo. A differenza degli esseri sottili della biografia, oggigiorno sono gli esseri umani che se ne occupano.<\/p>\n<p>Profondamente turbato dal fenomeno dei <em>bh\u0101va <\/em>e dalla folla di devoti che si reca nel cortile della sua casa tre volte alla settimana, suo padre si reca da lei durante il <em>bh\u0101va <\/em>della Devi e chiede alla Dea di restituirgli sua figlia. In risposta, lei crolla davanti a lui senza vita. In pratica \u00e8 morta e il narratore dice che il suo corpo si irrigid\u00ec in pochi istanti. Un&#8217;altra opportunit\u00e0 per un po&#8217; di discorso magico perch\u00e9 nel mondo reale, noioso, il <em>rigor mortis <\/em>inizia a manifestarsi solo tre ore dopo la morte e raggiunge il picco circa nove ore dopo, ma poich\u00e9 si tratta probabilmente di racconti e leggende, la realt\u00e0 non ha importanza. Il pater familias si scusa, piange, prega, sviene per l&#8217;angoscia e sua figlia torna in vita\u2026 in Krishna:<em> \u201c<\/em><em>senza Shakti non si pu\u00f2 avere Krishna!\u201d,<\/em> lei dice. Sinceramente non capisco l&#8217;interesse o il significato particolare di questa frase di pseudo saggezza, ma poco importa.<\/p>\n<p>Nel capitolo 9 apprendiamo che <em>\u201cl&#8217;arma pi\u00f9 grande dell&#8217;aspirante spirituale \u00e8 la spada della verit\u00e0\u201d<\/em>. Ne prendiamo nota qui perch\u00e9 ne avremo bisogno per dopo. Il narratore continua nella sua logica e associa Sudhamani a K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a, R\u0101ma, Ges\u00f9 e Buddha. Perch\u00e9 no? Provare non costa nulla. Siamo nel 1978. Il suo feroce fratello avversario \u00e8 sempre pi\u00f9 depresso e con tendenze suicide: ha la gotta. Nella narrazione lei dice a sua madre che suo fratello non ha pi\u00f9 molto tempo per vivere. Un giorno, il fratello molesta e insulta violentemente una devota musulmana venuta per il darshan, che, profondamente scioccata, si presenta piangente di fronte alla Devi durante il darshan. Il sangue di Sudhamani ribolle, la Devi si alza dal suo trono e maledice: <em>&#8220;Colui che ti ha causato questa sofferenza morir\u00e0 entro sette giorni!&#8221; <\/em>Di fatto, sar\u00e0 difficile trovare dei Mahatma in India che maledicano e uccidano con il loro potere \u2013 e, direttamente o indirettamente, tali sfortunati eventi si ripetono. Ma come dir\u00e0 pi\u00f9 avanti il \u200b\u200bbiografo: <em>&#8220;nella storia spirituale dell&#8217;India, lei non ha eguali&#8221;. <\/em>La nostra Madre di infinita compassione e di amore incarnato, precisa che non punisce nessuno, ma che quando i suoi fedeli soffrono, nemmeno Dio perdona i loro aggressori, tutti devono <em>avvalersi <\/em>del frutto delle loro azioni. Qualunque cosa lei ne avesse detto, in realt\u00e0 era stata proprio lei ad averlo maledetto. Il fratello fu avvertito della predizione (il narratore avrebbe dovuto dire, della maledizione) e finisce per suicidarsi impiccandosi. Un&#8217;altra teoria, ufficiosa, circola sulla morte del fratello, che affronter\u00f2 alla fine del capitolo. Prevede in modo non verificabile che dopo qualche anno si sarebbe reincarnato in un ragazzo del quartiere, il che rassicurer\u00e0 i suoi genitori. Poi ovviamente vi si aggiunge il racconto magico in cui, fin dalla nascita, il bambino avrebbe ripetuto la sacra sillaba OM e praticato la meditazione<\/p>\n<p>Nel corso della sua storia pubblica, Sudhamani fu costantemente molestata dai vicini, cosiddetti razionalisti e miscredenti, che cercavano costantemente di rivelare quello che consideravano un inganno. Apprendiamo che danz\u00f2 su delle spine e sui vetri rotti sparsi da queste persone, senza subire conseguenze. Ovviamente, non avevamo ancora finito con i miracoli. \u00c8 anche interessante notare che i razionalisti sono descritti come ignoranti, scortesi, ingiusti, miscredenti e cattivi. Degna di nota \u00e8 anche la dura discriminazione contro i non credenti. Come se fosse criminale o malvagio non credere in lei. Alla fine il narratore nota che i razionalisti stanno tentando di \u00a0intralciarla cercando di influenzare la polizia e i politici. Si noter\u00e0 che Sudhamani e l&#8217;organizzazione sono stati in grado di trarre ispirazione in seguito a loro vantaggio da questo esempio molto istruttivo e utile ingrandendolo a proporzioni senza precedenti.<\/p>\n<p>La narrazione la pone in uno stato di perfetta equanimit\u00e0. La sua vita dimostrerebbe che la realizzazione di Dio pu\u00f2 aver luogo anche nelle circostanze pi\u00f9 difficili. In una di queste citazioni dice di se stessa <em>&#8220;Sappiate che la Madre \u00e8 Onnipresente, Una con tutti, pi\u00f9 vicina a voi della vostre stesse madri biologiche desiderosa di accompagnarvi affinch\u00e9 possiate godere della beatitudine in tutte le vostre vite future&#8221;. <\/em>Il problema con il delirio di onnipotenza non \u00e8 solo far credere alle persone che uno \u00e8 qualcosa o qualcuno che non \u00e8, e di rischiare che costoro sprechino tra le altre cose, la loro vita, le loro energie, i loro soldi, la loro famiglia, la loro carriera, ma anche il fatto che si basa sull&#8217;ignoranza. In effetti, l&#8217;anima che avrebbe raggiunto la beatitudine \u00e8 un&#8217;anima liberata la cui identificazione con l&#8217;ego \u00e8 interrotta per sempre, e che quindi non si reincarner\u00e0, perch\u00e9 non ci sar\u00e0 pi\u00f9 alcun karma da compiere poich\u00e9 non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno che si identifichi con esso. Quindi, necessariamente, la beatitudine sar\u00e0 sperimentata solo una volta, nella vita in cui \u00e8 stata raggiunta. A parte questo, non so se le madri apprezzeranno il drastico giudizio negativo.<\/p>\n<p>Nel capitolo 10, intitolato &#8220;La madre della beatitudine immortale&#8221;, pagina 177, fa apparire uno dei suoi primi discepoli, Chandru, di cui nasconde il nome, come uno &#8220;studente universitario&#8221;. Peccato perch\u00e9 questo personaggio era importante: fu lui che, venendo a Tiruvannamalai, scopr\u00ec i suoi primi discepoli occidentali, l&#8217;americano Nealu, l&#8217;australiana Gayatri e i francesi Madhu e Ganga. Chandru non \u00e8 solo colui che \u00e8 venuto a prenderci, ma anche colui che ci ha insegnato la recitazione e l&#8217;interpretazione dei testi sacri. Inoltre fu lui a trasmettermi l&#8217;iniziazione al <em>brahmacharyam <\/em>(sorta di noviziato sacerdotale) in nome di A.. Ha giocato un ruolo importante e cruciale nelle origini dell&#8217;organizzazione fino a ritrovarsi finalmente quasi staccato dalla biografia. Cos\u00ec funziona questa istituzione.<\/p>\n<p>\u00a0Il biografo afferma che noi quattro le avevamo offerto la nostra fortuna, e precisa: \u201cin tutta devozione\u201d, ma che lei l\u2019avrebbe rifiutata considerando che la nostra evoluzione spirituale era la sua unica ricchezza. Infatti quello che non specifica \u00e8 che dei quattro, tre erano senza un soldo e vivevano quasi di elemosina. Ma si sa, visto dal palmeto di cocco, \u00a0probabilmente ha a che fare con il mito della pelle bianca e della relativa ricchezza.<\/p>\n<p>Mi ritrovo menzionato in questa biografia solo una volta, a parte la prima volta in cui Chandru ci ha incontrato, secondo un aneddoto poco lusinghiero, sempre nel capitolo 10, pagina 183. La storia, inoltre, non \u00e8 riportata con precisione. Per quanto riguarda la via della devozione, non ero arrivato vergine. Avevo gi\u00e0 avuto le mie prime esperienze da alcuni anni a Tiruvannamalai dove mi ispiravo alla devozione del saggio Ramana Maharshi. Avevo tradotto la ghirlanda nuziale di lettere in inglese, dall&#8217;originale in tamil, con lo stesso piede metrico, in modo che potesse essere cantata indifferentemente in tamil e in inglese, cosa che facevo regolarmente quando giravo a piedi nudi intorno alla montagna per quattordici km, circondato da altri bhakta. Stavo studiando la vita di mistici come Paramahamsa R\u0101mak\u1e5bi\u1e63h\u1e47a, il santo del Bengala e, tra gli altri, i santi bhakta del Tamilnadu. Ricordo di aver accompagnato adoratori bhakta ispirati e ispiranti devoti di Muruga, proprio insieme a Madhu, che si erano fermati per alcuni giorni durante il loro pellegrinaggio, il loro esempio ci commosse profondamente. Detto questo, nell&#8217;ambito di questa biografia, pi\u00f9 volte rielaborata secondo esigenze politiche, essendo comunque una costruzione artificiale e una narrazione piena di imprecisioni e di insopportabile bigottismo, il fatto che io non sia rappresentato correttamente non ha importanza. Diciamo che questo mi assolve da ogni compiacimento e clemenza nella mia attuale valutazione critica.<\/p>\n<p>N\u00e9 Gayatri n\u00e9 io troviamo favore in questa biografia, \u00e8 davvero il colmo! E francamente del tutto ridicolo. Gayatri si \u00e8 occupata di ristabilire la sua versione della storia e, da parte mia, \u00e8 quello che faccio in parte in questo libro. Quando riscriviamo la storia, la eviriamo dalle sue virt\u00f9 educative e la trasformiamo in uno strumento di propaganda. In effetti, insomma, se sono quasi scomparso dal panorama storico, \u00e8 perch\u00e9 ho deciso di non diventare una bugia clericale, come sono diventati la maggior parte degli anziani che ho lasciato. \u00c8 perch\u00e9 ho deciso di vivere in modo umile, giusto e onesto, in relazione a chi ero, senza compiacimenti, senza raccontarmi storie e senza raccontare storie agli altri. E cosa ho fatto che dispiacesse all&#8217;organizzazione? Nient&#8217;altro che essere stato onesto ed essermene andato. Ma questo, per loro, \u00e8 un&#8217;offesa sufficiente. Fui quindi accusato con falsi pretesti per farmi tacere in anticipo.\u00a0 (&#8230;)<\/p>\n<p>Anche nel capitolo 10, pagina 188, A. consiglia ai suoi aspiranti di non partecipare a cerimonie nuziali o funerarie. Perch\u00e9, dice, <em>&#8220;le vibrazioni delle preoccupazioni mondane penetreranno nella mente dell&#8217;aspirante suo malgrado, egli sar\u00e0 irrequieto e desiderer\u00e0 cose irreali <\/em>(effimere, futili)<em>&#8220;<\/em>. Non ha tutti i torti. Allo stesso tempo, sarebbe troppo lungo entrare nel dettaglio di questo deplorevole malinteso, perch\u00e9 la sua filosofia di vita si basa sul rifiuto del mondo, sul rifiuto delle esperienze terrene, sull&#8217;inconcepibilit\u00e0 del bello e del sacro nella vita terrena, sull&#8217;inimmaginabile della vita terrena come altro modo efficace di evolvere spiritualmente, a contrario della rinuncia. Date le sue esperienze disastrose nella sua giovinezza, pensa che il mondo sia come l&#8217;ha vissuto lei.<\/p>\n<p>Sempre nel capitolo 10, pagina 192, si parla di una scuola di Vedanta (Vedanta Vidyalaya) che sarebbe stata fondata nel 1982 per trasmettere la conoscenza della filosofia e del sanscrito. Onestamente, nel 1982 ero l\u00ec permanentemente, eravamo tra noi in un comitato relativamente piccolo e non ho mai sentito parlare di una scuola del genere. Erano venuti due insegnanti, uno di filosofia e l&#8217;altro di sanscrito, quest&#8217;ultimo era stato anche l&#8217;insegnante privato di yoga di uno di noi. Ma erano piuttosto noiosi e in seguito furono brillantemente sostituiti, con nostro grande piacere, da nostro fratello Chandru tornato dalla Missione di Chinmaya. Per le sue lezioni, inizialmente ci sedevamo sulla veranda del mini tempio originale, in seguito ci spostammo in una nuova sala che veniva utilizzata anche per molte altre cose. Dopo le lezioni tornavamo ad occuparci dei nostri impegni. Non ho mai visto nessun &#8220;Vedanta Vidyalaya&#8221;, ma forse questo \u00e8 lo stile del narratore, gonfiare i dettagli pi\u00f9 fini per produrre una storia gloriosa e pi\u00f9 potente.<\/p>\n<p>Il narratore parla del cambiamento nell&#8217;ashram e del numero sempre crescente di visitatori. Cita i genitori di A. e osa sostenere in modo abbastanza ripugnante che la famiglia sia ora diventata meritevole ed esemplare, che i genitori svolgono il ruolo di padre e madre per tutti gli aspiranti residenti nell&#8217;ashram come fossero i loro figli. Dico rivoltante perch\u00e9 li assolve un po&#8217; troppo facilmente dal comportamento criminale che hanno avuto nel tempo con la figlia, che l&#8217;ha resa ci\u00f2 che \u00e8 e che qui stiamo cercando di decifrare. Rivoltante anche perch\u00e9 \u00e8 uno degli ultimi elementi di questa narrativa costruita in cui si sforza inesorabilmente di far apparire le persone agli occhi del mondo per ci\u00f2 che non sono.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra pia bugia riguarda le prime visite in Occidente. Scrive che in risposta alle ripetute richieste dei suoi figli all&#8217;estero, la Santa Madre fece il suo primo tour mondiale nel 1987. L&#8217;impatto fu meraviglioso, dice, e su larga scala. Siamo spiacenti, ma la realt\u00e0 \u00e8 che non c&#8217;erano &#8220;bambini&#8221; all&#8217;estero. \u00c8 stata lei a incoraggiarci ad andare in esilio \u2013 nel mio caso, gi\u00e0 nel 1984 \u2013 e tornare nei nostri paesi d&#8217;origine per farla conoscere al fine di trovare e trattenere futuri fedeli e incoraggiarli a pagare il suo viaggio, il suo soggiorno e per coprire le spese del suo gruppo. Per lanciare il suo primo tour mondiale, il suo approccio fu cos\u00ec proselitistico che mi mise a disagio. Preferii adottare un profilo basso e lasciare che si entusiasmassero tra di loro con questo progetto. Proprio Chandru, il grande assente dalla biografia (sebbene citato 44 volte nel libro di Gail), part\u00ec con Nealu e una devota americana, Kusuma, per andare a pesca di devoti. Per quanto riguarda l&#8217;impatto su larga scala, ai suoi programmi per la maggior parte vi partecipavano circa quaranta persone, pertanto, le sale da pranzo degli appartamenti in cui eravamo alloggiati erano adeguate per i programmi. Era sufficiente spostare i mobili all&#8217;interno. Gi\u00e0, era proprio cos\u00ec, i programmi erano forse molto meno affascinanti ma con il pregio di essere veri.<\/p>\n<p>Poco dopo nel racconto, A. spiega come un essere realizzato (si include nel racconto) vede il mondo e gli esseri che lo circondano e conclude cos\u00ec: <em>&#8220;Allo stesso modo, figli miei, solo quando voi stessi sarete diventati moralmente e spiritualmente perfetti e vedrete il divino in ogni cosa, potrete insegnare agli altri a diventarlo.\u201d<\/em> Notiamo ancora questa citazione particolarmente rilevante nel contesto di questa testimonianza. (&#8230;)<\/p>\n<p>Nel capitolo 11 sul significato dei <em>bh\u0101va <\/em>divini, il narratore, diciamolo apertamente, cerca di farci accettare il fatto che Sudhamani sia un <em>avatar<\/em>. Descrive tre categorie di avatar, <em>p\u016br<\/em><em>\u1e47<\/em><em>a<\/em>, <em>amsa <\/em>e <em>\u0101ve\u015bha, <\/em>cio\u00e8 completo, parziale e circostanziato, fornisce esempi dalla mitologia ind\u00f9. Sentiamo parlare, tra gli altri, di Vi\u1e63h\u1e47u, Narasimha, R\u0101ma, Parasur\u0101ma, K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a, Hanum\u0101n. Tradizionalmente, gli avatar sono degli dei sotto altre forme, come K\u1e5bi\u1e63h\u1e47a o R\u0101ma degli avatar di Vi\u1e63h\u1e47u. La corsa dei guru contemporanei all\u2019 &#8220;avatarismo&#8221; \u00e8 ridicola. In ultima analisi, come diceva Rama\u1e47a Maharshi, da un lato saremmo tutti avatar e dall&#8217;altro, nel percorso della conoscenza, non c&#8217;\u00e8 avatar ma solo Il Reale. Il concetto di avatar \u00e8 puranico, non vedico. Ora, nei Pur\u0101\u1e47as, tutto \u00e8 possibile. Ma andiamo avanti; nella narrazione, ovviamente, egli associa sottilmente questo concetto a Sudhamani. La sua perorazione di cinque pagine non trova conclusione, non sapremo in quale categoria classifichi la sua divina madre. Ma ci\u00f2 che rimarr\u00e0 come impressione \u00e8 che lei sia un avatar di dio. Questo \u00e8 probabilmente l&#8217;effetto desiderato. Inoltre, il suo avatar, nello spiegare i bh\u0101va si esprime cos\u00ec: <em>&#8220;La madre manifesta solo una parte infinitesimale del suo potere spirituale durante i bh\u0101va. Se lo manifestasse cos\u00ec com&#8217;\u00e8, nessuno potrebbe avvicinarsi a lei.&#8221; <\/em>Suo figlio, il narratore, aggiunge dicendo che i <em>bh\u0101va <\/em>sono fuori dalla portata dell&#8217;intelligenza umana ed esprimono l&#8217;infinito potere spirituale della Madre. Spiega che questo \u00e8 il modo della Beata Madre di servire &#8220;l&#8217;umanit\u00e0 immersa nel pantano della terra&#8221;. Il pantano terreno&#8230; Spero che apprezziate la filosofia profondamente giudicante \u2013 per non dire ipocrita, quando fare sesso in segreto fa parte dell&#8217;agenda. Alla fine, la cosa principale \u00e8 chi noi siamo, i ricercatori, non il numero di medaglie e strisce appuntate sulle spalle del guru.<\/p>\n<p>Sempre nella spiegazione del significato dei bh\u0101va leggiamo che sono l&#8217;espressione della sua ininterrotta unione con il Supremo e che questa grande anima possiede un potere spirituale inspiegabile. Lei \u00e8 tutto ci\u00f2 che le persone possono immaginare. Il biografo promuove la gloria della sua santa Madre e dei suoi poteri psichici. Mettendosi nei panni di un fedele credente, enumera le sue gloriose qualit\u00e0 e benedizioni in pi\u00f9 di venti modi (&#8230;)<\/p>\n<p>Riprende la narrazione e dice che un satguru (maestro perfetto) <em>&#8220;ama semplicemente il suo discepolo e lo legher\u00e0 con il suo amore incondizionato (&#8230;). La Madre non si aspetta altro che il tuo progresso spirituale&#8221;. <\/em>Si noti l&#8217;associazione: Madre (Amma) \/ Satguru. Il biografo specifica anche che istruisce dando l\u2019esempio tramite le sue azioni. Un&#8217;altra frase molto importante nel contesto di questa testimonianza.<\/p>\n<p>Durante un dialogo parla di <em>&#8220;<\/em><em>worldly persons<\/em><em>&#8220;<\/em>, espressione intraducibile di persone che vivono nel mondo, che hanno una famiglia, che devono lavorare, in altre parole, tutto tranne i monaci rinunciatari. Quello che dice \u00e8 discriminatorio e condiscendente, ma lo dice con convinzione e amore, probabilmente anche: <em>&#8220;Figli miei, per quanto riguarda le persone del mondo, \u00e8 sufficiente che si occupino dei loro coniugi e dei loro figli. Un vero monaco, invece, deve portare il mondo intero sulle sue spalle&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Il biografo conclude la sua narrazione dicendo che: <em>&#8220;Nella storia spirituale dell&#8217;India, lei \u00e8 impareggiabile e senza precedenti nella manifestazione illimitata di grazia e compassione per l&#8217;umanit\u00e0 errante. Possa la sua vita divina guidare coloro che aspirano a realizzare la pace e la beatitudine suprema della realizzazione del S\u00e9&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che inquieta in questa biografia \u00e8 l&#8217;interesse e il bisogno imperioso che l&#8217;autore sembra esprimere per porre il suo maestro, sua madre, contro ogni previsione, a volte contro ogni logica, sul suo piedistallo celebrativo. Ossessionato dal martellamento del suo cos\u00ec detto status, i problemi di coerenza nella logica del suo approccio sembrano sfuggirgli. Quale potrebbe essere il suo interesse? La codipendenza che emerge da questa interazione \u00e8 interessante. Perch\u00e9 il biografo \u00e8 anche colui che scrive i suoi cosiddetti &#8220;insegnamenti&#8221;. Sebbene il lavoro di A. sia innegabile, il ruolo del suo secondo nell&#8217;organizzazione resta notevole: per dirla semplicemente, si ha l&#8217;impressione che sia stato Balu a contribuire a rendere sua Madre ci\u00f2 che \u00e8. E infatti, lei lo ricompensa. Nella sezione <em>&#8220;Esperienze degli aspiranti spirituali&#8221;<\/em>, nel capitolo 12, pagina 209 della biografia \u2014 una sezione che sembra essere stata rimossa dalle versioni successive \u2014 il biografo sfrutta la narrazione per trovare un piccolo spazio al sole, a tutti gli effetti, raccontando un aneddoto di cui ve ne cito qui un estratto: &#8220;Dopo aver cantato, sono entrato nel santuario con questa risoluzione: <em>Madre, se sono tuo figlio, ti prego, accettami! <\/em>Appoggiando il capo sulla sua spalla, la Madre rispose affettuosamente: &#8220;<em>Figlio, quando la madre ti ha sentito cantare, ha capito che quella voce \u00e8 destinata a fondersi in Dio. In quel momento, la Madre \u00e8 venuta da te e ti ha fatto Uno con Lei. Tu sei veramente mio!&#8221;<\/em> Questi servizi reciproci resi, questa codipendenza, ovviamente relativizzano la portata del messaggio nel suo insieme.<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Nella seconda parte di questa recensione, includer\u00f2 alcune appendici biografiche, estratte dallo studio clinico dello psichiatra e monaco sanny\u0101sin, il Dr. Jacques Vigne, alcune osservazioni sulla bhakti e le mie conclusioni e riflessioni generali.<\/em><em> (Da leggere nel libro).<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rilettura critica della biografiaVersione PDF alla pagina degli archiviEstratti \u00c8 importante capire le fondamenta su cui poggia il tutto: il personaggio, il messaggio, l&#8217;organizzazione, la missione, se e quando ci sia deviazione o sopraffazione o ancora, sfumata connessione tra realt\u00e0 e mito. Ho dunque deciso di &#8220;leggere&#8221; la biografia. 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